mercoledì 3 aprile 2013

Letture...tra gli dei dell'Olimpo (PUNTATA 11)

IL VIAGGIO TRA LE RICERCHE DEI RAGAZZI DI QUINTA NELLA MITOLOGIA GRECA PROSEGUE: oggi...
 SELENE (Andrada M.)

SELENE ed ENDIMIONE

 
Figlia dei Titani Hyperion e Teia, Selene era sorella di Elios, il sole e di Eos, l’Aurora.
Si tratta di una divinità minore, personificazione della luna, il cui culto ebbe diffusione soprattutto in Elide. Con il tempo venne associata, ma solo per alcuni aspetti, ad Artemide-Diana, dea della caccia, anch’essa legata alla luce della luna e sorella di Apollo, dio del sole. 
In altri casi la figura di questa dea era avvicinata ad Ecate, che rappresentava l’aspetto più misterioso della luna con risvolti anche negativi.                                                                 
Collegata alla natura e al culto dei morti Selene, regina della notte, era anche la dea della fecondità.  I romani la chiamavano LUNA e le avevano dedicato due templi, uno sull’Aventino e l’altro sul Palatino.  Per i Greci guidava il carro lunare e gli Egizi la identificavano con Iside, dea della vita. Selene è la personificazione della luna piena (abbinata ad Artemide la luna nuova e ad Ecate la calante). 
La dea viene generalmente descritta come una bella donna con il viso pallido, che indossa lunghe vesti fluide bianche o argentate, che reca sulla testa una luna crescente e in mano ha una torcia. Molte rappresentazioni la mostrano su un carro trainato da buoi o su una biga tirata dai cavalli che Pan le aveva donato per consolarla dell'inganno grazie al quale era riuscito a sedurla: si era nascosto sotto il vello di una bianca pecora e così aveva potuto avvicinarla convincendola a salire sulla sua groppa.                    
Per venticinque giorni i due fratelli innamorati (Selene ed Elios) s'incontravano ma Selene, all'insaputa di Elios, si recava dietro la catena montuosa del Latmo, in Asia Minore, per dedicarsi all'amato Endimione, col quale rimaneva per 3 giorni (quelli del novilunio, quando la Luna non è visibile). Secondo certi autori Selene ed Endimione ebbero ben 50 figlie.

Letture...tra gli dei dell'Olimpo (PUNTATA 10)

Ares. Villa Adriana -Roma

IL VIAGGIO TRA LE RICERCHE DEI RAGAZZI DI QUINTA NELLA MITOLOGIA GRECA PROSEGUE: oggi...

 ARES (Soueido S.)  
Ares era il tumultuoso dio della guerra, figlio di Era e di Zeus.  
Ma le sue origini potrebbero essere ancora più antiche dell’Olimpo: sembra infatti che egli fosse una divinità degli indoeuropei, dalla natura pacifica e rurale: un dio del tuono, della pioggia, della natura e della fertilità. 
Solo in seguito, Ares ebbe caratteristiche di guerriero, e cioè nella versione romana, quando l'antica capitale italiana iniziò le sue campagne di conquista del mondo.
presso i Romani veniva chiamato Marte.
Ares era la divinità che provocava guerre, stragi e distruzioni e delle guerre gli interessavano solo lo sterminio e le carneficine. Quindi non si curava di sapere da quale parte fossero la regione e il torto. Dotato di una grande forza e di un coraggio incredibile, si buttava allo sbaraglio nella mischia. 
Armato di una corazza di bronzo, con una lunga lancia capace di trapassare gli scudi più duri e resistenti, entrava nel campo urlando e alzando nubi di polvere.  
Sul campo di battaglia lo seguivano la sorella Eris, la discordia, e i figli Deimos e Phobos.      Più che dagli uomini era amato tra gli stessi dei.
Ares era rappresentato come un giovane robusto con spalle poderose e con un largo petto; sempre severo e accigliato in volto, in testa portava l’elmo.

domenica 24 marzo 2013

Letture tra gli dei dell'Olimpo (PUNTATA 9)

IL VIAGGIO TRA LE RICERCHE DEI RAGAZZI DI QUINTA NELLA MITOLOGIA GRECA PROSEGUE: oggi...

DEMETRA
Scultura originale greca


Figlia di Crono e Rea, apparteneva alla prima generazione divina degli dei Olimpi, come i fratelli Zeus, Ade, Poseidone,  Era ed Estia.  Figlia di Crono e di Rea, secondo il mito fu inghiottita dal padre.
Venerata come Madre Terra allo stesso modo di Era e di Gea, Demetra era la dea delle piante e dei cereali, patrona della fertilità del suolo e della fecondità femminile.
Demetra ebbe due figli: Persefone dal fratello Zeus e Pluto (dio delle ricchezze) dal mortale Iasione. 
Praticamente tutti i miti, anche se contraddittori, sono concordi nel non attribuire a Demetra un marito, ad eccezione di una leggenda che la vedrebbe invece come quarta sposa di Zeus.   
Il centro del culto di Demetra era la città di Eleusi ed in suo onore si celebravano le feste Eleusine e le Tesmoforie. 
Nella mitologia romana era identificata con Cerere, dea delle messi.  
Demetra viene descritta come una donna dal volto bello e dalle membra robuste, ricoperta da vesti leggerissime. Incoronata con una ghirlanda di papaveri o di spighe é pronta ad allattare il genere umano.
A volte ha nella mano destra un covone di spighe o una falcetta, e nella sinistra una fiaccola. 
Al suo carro sono attaccati due leoni o due serpenti
                                                                                                        





Letture tra gli dei dell'Olimpo (PUNTATA 8)

IL VIAGGIO TRA LE RICERCHE DEI RAGAZZI DI QUINTA NELLA MITOLOGIA GRECA PROSEGUE: oggi...

ERMES(TOMMASO F.)  


Ermes o Hermes, che nella mitologia romana corrisponde al  nome di Mercurio, fu il frutto di uno dei tanti tradimenti di Zeus, questa volta con Maia, la più bella e luminosa stella delle Pleiadi.
Nato in una grotta del monte Cillene, nel Peloponneso, il dio venne associato ai viaggi in genere diventando il protettore dei viaggiatori. Fu anche la divinità dei pesi e delle misure, dei pastori e mandriani, degli oratori, dei poeti e della letteratura in generale; tutto ciò per via delle sue grandi capacità e della sua astuzia. Inoltre, grazie alle sue qualità d’interprete, gli venne attribuito il titolo di “messaggero degli dei”  nelle comunicazioni con gli uomini. 
Fra i tanti poteri di cui Ermes era dotato, c'era quello di poter entrare e uscire dal regno degli Inferi senza nessuna conseguenza. Per tale ragione gli fu attribuito anche il ruolo di “accompagnatore” delle anime dei defunti.
I simboli che lo identificano sono il gallo e la tartaruga; si narra infatti, che appena nato, Ermes si tolse le fasce e uscì dalla grotta in cui giaceva: incontrò una tartaruga alla quale tolse il guscio per poterne fare una cetra, dal cui suono anche Apollo rimase incantato.
Un’altra leggenda racconta di come riuscì a rubare con astuzia il bestiame custodito da Apollo, tirando gli animali per la coda e costringendoli a camminare all’indietro... per non lasciare tracce!
In epoca classica l’immagine di Ermes cambia: se prima veniva raffigurato come un uomo anziano e barbuto, poi lo si immagina come un giovane atletico, che diventa inoltre il patrono di tutti i ginnasti della Grecia. Porta cappello e sandali alati; in mano stringe un bastone (il caduceo) attorno al quale si intrecciano due serpenti.
Tra le numerosissime amanti di Ermes viene ricorda Afrodite con la quale concepì ben sette figli, tra cui Eros e Penelope; proprio da quest’ultima Ermes ebbe Pan, il dio della Natura.


Letture tra gli dei dell'Olimpo (PUNTATA 7)

IL VIAGGIO TRA LE RICERCHE DEI RAGAZZI DI QUINTA NELLA MITOLOGIA GRECA PROSEGUE: oggi...


Era detta "Barberini" -
Musei Vaticani,  Roma
ERA (Michela C.)
Era è un’importante e antica divinità lunare considerata come la regina dell’Olimpo; come tale, la si ritiene figlia di Crono e di Rea, madre di Ares, di Ilizia, di Efesto e di Ebe.
In ordine temporale fu la settima sposa di Zeus.
Secondo i Romani era assimilata alla dea Giunone. 
Era proteggeva l’importanza del matrimonio e la santità del parto; sembra avesse la capacità di far tornare vergini le donne che non lo erano più.
Nelle narrazioni di Omero, Era viene descritta come una moglie gelosa, che perseguita le numerose amanti di Zeus. Fu proprio per il suo accanimento contro il marito, che un giorno lui la “appese” nel cielo con un’incudine d’oro ai piedi.
La dea fu un’acerrima nemica dei Troiani a causa del giudizio di Paride, durante la mitica gara di bellezza che la vide perdere contro Afrodite. 
Le erano sacri il pavone, la cornacchia e la melagrana; Era infatti è stata frequentemente rappresentata sopra un carro tirato da due pavoni, con lo scettro in mano e la fronte coronata da gigli e rose. Qualche altra volta invece, è stata raffigurata con una corona di dittamo sulla fronte, poiché nell’antichità si credeva che questa  pianta facilitasse il parto.
Sugli altari le venivano offerti il papavero e la melagrana o, più comunemente, le veniva sacrificata  un’agnella.  

martedì 12 marzo 2013

FIVE CURRANT BUNS

Hello children! La canzone che segue è una versione di "Five currant buns" che in alcune classi abbiamo già cantato e mimato. I like it very much, and you? Teacher Rosa

Per scrivere velocemente con la tastiera

Scrivere velocemente con la tastiera richiede un po' di allenamento: sembra facile ma usare tutte e dieci le dita, senza guardare "giù", non è abituale nemmeno per molti adulti. Esiste un programma gratuito che, attraverso un percorso guidato e numerosi giochi, porta ad apprendere i segreti della digitazione veloce con dieci dita. Ecco l'indirizzo dove scaricare la versione più aggiornata e gratuita:

 http://www.tutoredattilo.it/files/tutoredattilo.exe 


Nel sito sono presenti anche il manualie da sfogliare on-line

 http://www.tutoredattilo.it/sfoglia-il-manuale.html